20/12/09 - XII Camminata d’oro al santuario di Pietralba

2008-camminata-doro-109.jpgDomenica 20 dicembre 2009 si svolgerà la XII Caminata d’oro al santuario di Pietralba organizzata come ormai d’abitudine dalle sezioni CAI di Appiano, Bronzolo, Laives, Salorno ed Egna.

Questo il programma dell’evento:

Ritrovo: dalle ore 8.00 alle ore 8.30 in via Pietralba a Laives (BZ). Si raccomanda di non parcheggiare nelle immediate vicinanze in modo da non ostacolare la viabilità bloccando la strada di accesso al luogo di partenza: eventuali pullman vanno parcheggiati a sud del paese.

Tempo di percorrenza: ore 3.30

Ristoro: bevande calde e dolci a Mezzavia, offerti dalla Sezione di Bronzolo.

Variante (poco impegnativa): partenza dal paese di Aldino (m.1200). Tempo di percorrenza: ore 2.30 circa con un dislivello di soli m.300

Ore 12.30: Santa Messa nel Santuario di Pietralba, officiata da Don Bertagnolli. La funzione religiosa sarà allietata dalle voci del Coro Castel Flavon.

Dalle ore 11.30: accesso al self service per il pranzo a prezzo convenzionato (13,00 €). E’ prevista e obbligatoria la turnazione, per dare la possibilità a chi ci segue di consumare
un pasto caldo, prima o dopo la Santa Messa.

Rientro: ore 15.30 partenza per Laives. Al rientro, presso il punto di aggregazione nel paese di Laives, è previsto il ristoro con vin brulè e te che verrà servito dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

I partecipanti sono pregati di munirsi di torcia elettrica o frontalino.

Per ulteriori informazioni scaricate il volantino della manifestazione oppure rivolgetevi alle Sezioni CAI Alto Adige di:
Appiano: 338 - 4847301
Bassa Atesina: 328 - 4830717
Bronzolo: 328 - 3038084
Laives: 347 - 3635145
Salorno: 339 - 2891194

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1 Risposta a “20/12/09 - XII Camminata d’oro al santuario di Pietralba”


  1. 1 Gino Mittempergher

    Complimenti di cuore al direttivo, agli organizzatori e al soccorso alpino per la splendida giornata della XII “camminata d’oro” che ritengo ben riuscita.
    è stata per me una giornata passata fra gli amici che ho sentito molto uniti come in una bella e armoniosa fratellanza. Vi auguro di portare avanti questo tipo di iniziative molto importanti e neccessarie in questo periodo di oscurità che tengono sempre accesa la Luce della Speranza.
    Desidero aggiungere una storiella (che se vorrete mettere in bacheca non farà male)
    “Le quattro candele”

    Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.
    - la prima diceva:
    “IO SONO LA PACE, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi.” Così fù e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.
    - la seconda disse:
    “IO SONO LA FEDE purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa.” Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
    - Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
    “IO SONO L’AMORE non ho forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Troppe volte preferiscono odiare!” E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
    …..Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. “Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!” E così dicendo scoppiò in lacrime.
    - Allora la quarta candela, impietositasi disse: “Non temere, non piangere: finchè io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: IO SONO LA SPERANZA”.
    Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.
    CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE….
    …e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza, la FEDE, la PACE e l’AMORE.
    Questa è la saggezza e la ricchezza che gli alpinisti devono portare a valle quanto scendono dalle cime, altrimenti che ci vanno a fare fin lassù?
    Buon Natale, Gino

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