Domenica 14 marzo la seggiovia del Corno Nero è stata teatro di una esercitazione di evacuazione. Si tratta di una seggiovia a due posti della lunghezza di ca. 1400 m, che può ospitare fino a 130 sciatori. Gran parte del suo percorso verso la stazione a monte è sopra il limite boschivo ed è quindi molto esposto al continuo vento di quella zona.
I nuovi impianti sono costruiti in maniera valida e molto sicura, dovesse però esserci l’eventualità di un difetto, deve essere prevista la possibilità di evacuare gli sciatori nel minor tempo possibile, prima che la situazione diventi critica.
Questo è un compito prettamente del soccorso alpino, i cui componenti sono addestrati a certe evenienze ed hanno il materiale tecnico per far fronte a problemi del genere. Comunque un’evacuazione svolta con successo non è possibile senza l’essenziale appoggio dei vigili del fuoco e della croce bianca, visto che la minaccia per gli sciatori è quella dell’assideramento.
Per questo motivo domenica si é svolta sotto la coordinazione del soccorso alpino della Bassa Atesina una grossa esercitazione con lo scopo di salvare 12 sciatori bloccati sulla seggiovia. Erano presenti anche i vigili del fuoco di Redagno ed Egna, nonché la croce bianca di Egna e i cinofili dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Il soccorso alpino ha provveduto a portare a terra gli sciatori; l’esercitazione è stata eseguita di notte per provare le modalità d’intervento al buio. I vigili del fuoco d Egna, che dispongono dei mezzi adeguati, hanno illuminato il tracciato della seggiovia. Una volta a terra, gli sciatori sono stati accompagnati dai vigili del fuoco di Redagno verso la stazione a valle, dove sono stati registrati ed hanno ricevuto le prime cure nella baita Kalditscherwirt.
Qui i sanitari hanno anche assistito due fittizi pazienti: un uomo, che in seguito ad un attacco di panico si è lanciato dal seggiolino e una donna che era partita per cercare aiuto e si è persa. Quest’ultima è stata individuata grazie ai cani. Entrambi sono stati portati a valle con una barella.
La serata si è poi conclusa con una cena nella baita ed è stata archiviata come un successo. La collaborazione fra i vari corpi di protezione civile si è dimostrata sempre più solida.
Un ringraziamento va a tutti i partecipanti, alla guida alpina Kurt Ortler, che è venuto da Solda, per verificare l’efficienza del lavoro e a Isolde del Kalditscherwirt, che ci ha messo a disposizione la baita per prestare le cure ai feriti.